Un film già visto: cambia solo il finale (banditi scappati, guardie giurate fortunatamente illese). Protagonisti: la strada provinciale 231, il solito commando che assalta un blindato per il trasporto valori, un portellone esploso, due auto in fiamme, vari chiodi sull’asfalto. Su Vigilanza Privata Online il commento del Presidente AISeM Vincenzo Acunzo, che ci ricorda che – di fronte ad un vero “sistema” organizzato di rapine ai portavalori – lo Stato deve mettere in campo un “controsistema” altrettanto organizzato e mirato. Tutto il resto (tavoli tecnici, proclami, mea culpa) sono chiacchiere.
Trasporto valori: lo Stato che fa?
Caro Direttore
è passato solo qualche mese dagli ultimi episodi che hanno fatto discutere il settore e siamo di nuovo a parlare di rapine ai portavalori. Solita location (Foggia), solite modalità (caos, strade bloccate, esplosivi), soliti esiti (incendi, denaro bruciato, denaro rubato, guardie giurate sotto shock), solito pericolo cui sono esposti gli operatori e i cittadini. E, come al solito, ci troviamo a parlare della violenza di questi gruppi criminali, dei tentativi degli istituti di trovare mezzi e tecnologie che possano resistere agli attacchi, dei costi sempre maggiori e non compensati da
tariffe adeguate, della sempre crescente difficoltà di trovare personale disposto ad affrontare questa “quotidiana” guerra (non è un’esagerazione: sono scenari di guerra), dell’atteggiamento non sempre collaborativo di Bankitalia, Poste e istituti di credito.
Ma, soprattutto, ci troviamo di fronte alla solita sottovalutazione del fenomeno da parte del Ministero dell’interno, dell’autorità di pubblica sicurezza. E’ certamente vero che l’attività investigativa procede e vengono effettuati arresti importanti, ma, mediamente, dopo che gli eventi si sono verificati. Il vero problema è la prevenzione.
Ci sono stati convegni, tavole rotonde, dichiarazioni d’intenti e buona volontà, ma, nei fatti, nulla di concreto. La verità è che siamo in presenza di una vera emergenza di sicurezza nazionale (attacchi continui, violenti, che bloccano arterie vitali, coinvolgendo cittadini inermi e mettendo a rischio la vita delle guardie giurate), che rende e renderà sempre più difficile la circolazione del contante, con quello che questo comporta. E poiché è evidente che il fenomeno è caratterizzato da un crescendo di violenza anch’essa incontrollata (nell’ultima rapina la maggior parte del denaro è andata distrutta per l’eccesso di esplosivo impiegato), il rischio di un evento letale per una guardia giurata – o un operatore delle forze dell’ordine o un semplice cittadino – è sempre più concreto.
Bisogna prendere atto del fatto che siamo in presenza di un vero “sistema” dedito alle rapine ai portavalori, un problema strutturale che come tale deve essere affrontato dallo Stato, non solo dalla vigilanza privata. Qui sono a rischio la vita degli operatori e la sussistenza dei servizi di trasporto valori, ma lo Stato che fa? Si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità, come cantava De Andrè?
E’ ora di dirlo senza mezzi termini. Siamo di fronte ad un’emergenza alla quale lo Stato deve fare fronte mettendo in campo misure di emergenza (come, ad esempio, è stato fatto per la lotta al contrabbando proprio nelle stesse zone dove si concentrano gli attacchi ai portavalori). Il seppur lodevole tentativo di arginare il rischio marciapiede del Decreto Sicurezza è un pannicello caldo.
AISeM è a disposizione per mettere a fattor comune le professionalità e tecnicalità rappresentate a livello associativo. Presenteremo al Ministero dell’Interno e ai Questori competenti una proposta tecnica condivisa dai security e i risk manager delle aziende di vigilanza privata coinvolte e chiederemo un confronto diretto e non elusivo, con l’obiettivo di ricercare una strada comune e non di sottolineare inadempienze. Ma tutto questo potrà avvenire solo dopo che a livello centrale si sarà preso atto – seriamente e concretamente – della necessità di porre in essere un quadro di misure emergenziali. Solo a quel punto, realisticamente, si potranno avanzare proposte tecniche.