Grande successo per il convegno AISeM al secsolutionforum 2026: al centro OSINT, quadro normativo e certificazione professionale

Sala gremita e grande partecipazione di pubblico per il convegno “OSINT e licenza 134: la rivoluzione che non c’è”, organizzato da AISeM – Associazione Italiana Security Manager nell’ambito del secsolutionforum 2026, lo scorso 7 ottobre presso la Sala Portici di BolognaFiere.

L’incontro, che ha registrato il tutto esaurito, ha rappresentato un’importante occasione di confronto su un tema di crescente interesse per i professionisti della sicurezza e dell’intelligence: il rapporto tra le attività di Open Source Intelligence (OSINT) e la disciplina delle investigazioni private prevista dall’art. 134 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS).

Al dibattito sono intervenuti Alberto Pagani, Mirko Lapi, Piero Provenzano e Vincenzo Acunzo, Presidente di AISeM, con la moderazione di Ilaria Garaffoni.

Il confronto ha approfondito i confini normativi e professionali delle attività di raccolta e analisi delle informazioni provenienti da fonti aperte, evidenziando l’importanza di un quadro di regole chiaro, capace di tutelare tanto i professionisti quanto i soggetti interessati dalle attività di intelligence.

Acunzo: «La professionalità OSINT richiede garanzie, responsabilità e certificazione delle competenze»

Nelle conclusioni dell’incontro, dedicate al tema delle responsabilità e dei rischi connessi all’attività professionale, il Presidente di AISeM Vincenzo Acunzo ha richiamato l’attenzione sulla necessità di ricondurre le attività OSINT al quadro normativo già esistente.

“L’attività che oggi chiamiamo OSINT è, di fatto, già disciplinata dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza che, all’art. 134, prevede l’obbligo dell’autorizzazione di polizia per chi si occupa, in maniera professionale, per conto terzi e a fine di lucro, di raccolta informazioni”, ha sottolineato Acunzo.

Il Presidente ha quindi evidenziato il valore della licenza quale strumento di garanzia per attività particolarmente sensibili, potenzialmente incidenti su diritti fondamentali quali la riservatezza delle persone e la libertà di iniziativa economica.

“La licenza di polizia attesta che chi svolge un’attività estremamente sensibile per la sicurezza pubblica offre sufficienti garanzie di non commettere abusi nell’esercizio della stessa. Per questo motivo la legge prevede stringenti requisiti soggettivi e professionali. Da questo binario non si può e non si deve uscire, nell’interesse dei professionisti dell’OSINT e dell’intera collettività”.

AISeM e Quaser: avviato il percorso per la certificazione dell’analista OSINT

Accanto alla necessità di garantire il rispetto delle disposizioni normative, Acunzo ha posto l’accento su un ulteriore obiettivo: il riconoscimento della qualità e delle competenze professionali degli operatori del settore.

“Adesso è necessario compiere un ulteriore passaggio: certificare la qualità del servizio reso. Per questo AISeM ha avviato, insieme all’Organismo di certificazione Quaser, un percorso per la certificazione dell’analista OSINT”.

Un’iniziativa che testimonia l’impegno dell’Associazione nella valorizzazione delle professionalità della sicurezza, promuovendo qualificazione, responsabilità e standard di qualità a tutela del mercato e della collettività.

Il successo del convegno, testimoniato dalla straordinaria partecipazione del pubblico, conferma la centralità delle tematiche affrontate e l’importanza di promuovere occasioni di confronto qualificato tra professionisti, esperti e operatori della sicurezza.

AISeM ringrazia i relatori, la moderatrice, gli organizzatori del secsolutionforum e tutti i partecipanti che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa.

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